Sfidano il tempo i cavalieri rupestri della Valcamonica

22-03-2010

Dalle gole, dai massi, dalle rocce montonate levigate dai ghiacci e battute dai venti spuntano, singoli o in gruppo, i cavalieri rupestri della Valcamonica.
Sono tantissimi e assieme ad altre centinaia di migliaia di simboli, incisi nella grigia arenaria, raccontano con semplicità espressiva, che va dritto al cuore, la storia millenaria degli antichi Camuni.
Una civiltà datata 8000 anni che, sviluppatasi attraverso il neolitico, l’Età del Rame, del Bronzo e del Ferro, fu conquistata dai Romani per la ricchezza dei suoi giacimenti minerari ma da cui, in cambio, ottenne l’immortalità onomastica delle sue genti, incisa per volere di Augusto imperatore nel monumento dedicato alle genti alpine, i “Cammuni”.
Il significato dell’arte rupestre dei Camuni non sembra tanto voler attingere dalla vita quotidiana ma pare piuttosto orientata ad esaltare miti ed eroi, leggende ed antenati da immortalare in particolari luoghi di culto durante la celebrazione di rituali magici e religiosi.
“Le incisioni dell’età del Ferro, fanno supporre l’esistenza di una elite aristocratica e guerriera dotata di potere politico e sociale, detenuti con le armi e l’uso del cavallo” spiega Sara Rinetti direttrice di Archeocamuni “ e il binomio cavallo-cavaliere si trova anche in altre civiltà lontane, dove le persone di rango superiore venivano sepolte assieme ai loro cavalli”.
La varietà dei cavalieri camuni è straordinaria, dalle figure più stilizzate a quelle più ricche di particolari.
Graffiano la pietra i cavalieri in tenuta bellica che, guidando il cavallo con redini e talvolta senza, figurano in posizione seduta, in piedi o perfino acrobatica a prova di forza e indomito coraggio.
Le armature comprendono copricapi, elmi, scudi, lance, pugnali, asce, spade e, a differenza dei duelli armati che si svolgono a piedi,  la caccia al cervo viene rappresentata perlopiù a cavallo. Unica invece è l’incisione del trinomio cavaliere-cavallo-scudiero dove quest’ultimo tira l’animale per le redini. I cavalli camuni rappresentati al pascolo con la coda frangiata, occhio vivace e criniera al vento, oltre ad essere adibiti ad usi bellici erano impiegati nel trasporto, al traino di carri a 4 ruote.
Nell’arte rupestre compaiono anche intriganti e sofisticate figure labirintiformi che simboleggiano percorsi equestri e riti iniziatici di formazione dei cavalieri camuni e in particolare il labirinto del Parco Nazionale di Naquane, a Capo di Ponte, trova il suo equivalente dipinto su un vaso etrusco del V sec.a.C. a mediazione della cultura greca.
Doveroso ricordare che le incisioni rupestri e i petroglifi della Valcamonica, per la loro varietà, vastità figurativa e ampiezza cronologica, sono il primo sito italiano ad aver ottenuto nel 1979 dall’Unesco il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità e a festeggiarne il 30° anniversario si è aggiunta lo scorso ottobre un’eccezionale scoperta: 3 cavalieri rossi dipinti sulle pareti delle Scale di Paspardo.
Eleganti figurazioni della Tarda età del Ferro (IV-I sec.a.C.)
Così il libro a cielo aperto delle rocce camune sfida i millenni e a custodire i suoi segreti affianca, ai cavalieri rupestri, i nuovi, antichi, cavalieri del Re di Tredenus.
Da visitare:
– Parco Nazionale di Naquane (Capo di Ponte)
– Parco Nazionale dei Massi di Cemmo (Capo di Ponte)
– Parco Comunale di Seradina e Bedolina
– Riserva Regionale delle incisioni di Ceto, Cimbergo e Paspardo
– Parco delle incisioni di Luine (Boario terme)

Come da nostra intenzione, iniziamo a parlare non soltanto di endurance, ma dei luoghi che esso frequenta,  dalle strade che percorre; spazio alla cultura, alla storia, alla geografia, alle curiosità-

Testo a cura di M.F. Zambelli, foto di Alberto Marretta

Dalle gole, dai massi, dalle rocce montonate levigate dai ghiacci e battute dai venti spuntano, singoli o in gruppo, i cavalieri rupestri della Valcamonica.

cavaliere armato di lancia - età del Ferro - I millennio a.C

cavaliere armato di lancia - età del Ferro - I millennio a.C

Sono tantissimi e assieme ad altre centinaia di migliaia di simboli, incisi nella grigia arenaria, raccontano con semplicità espressiva, che va dritto al cuore, la storia millenaria degli antichi Camuni.

Una civiltà datata 8000 anni che, sviluppatasi attraverso il neolitico, l’Età del Rame, del Bronzo e del Ferro, fu conquistata dai Romani per la ricchezza dei suoi giacimenti minerari ma da cui, in cambio, ottenne l’immortalità onomastica delle sue genti, incisa per volere di Augusto imperatore nel monumento dedicato alle genti alpine, i “Cammuni”.

Il significato dell’arte rupestre dei Camuni non sembra tanto voler attingere dalla vita quotidiana ma pare piuttosto orientata ad esaltare miti ed eroi, leggende ed antenati da immortalare in particolari luoghi di culto durante la celebrazione di rituali magici e religiosi.

“Le incisioni dell’età del Ferro, fanno supporre l’esistenza di una elite aristocratica e guerriera dotata di potere politico e sociale, detenuti con le armi e l’uso del cavallo” spiega Sara Rinetti direttrice di Archeocamuni “ e il binomio cavallo-cavaliere si trova anche in altre civiltà lontane, dove le persone di rango superiore venivano sepolte assieme ai loro cavalli”.

002

La varietà dei cavalieri camuni è straordinaria, dalle figure più stilizzate a quelle più ricche di particolari.

Graffiano la pietra i cavalieri in tenuta bellica che, guidando il cavallo con redini e talvolta senza, figurano in posizione seduta, in piedi o perfino acrobatica a prova di forza e indomito coraggio.

Le armature comprendono copricapi, elmi, scudi, lance, pugnali, asce, spade e, a differenza dei duelli armati che si svolgono a piedi,  la caccia al cervo viene rappresentata perlopiù a cavallo. Unica invece è l’incisione del trinomio cavaliere-cavallo-scudiero dove quest’ultimo tira l’animale per le redini. I cavalli camuni rappresentati al pascolo con la coda frangiata, occhio vivace e criniera al vento, oltre ad essere adibiti ad usi bellici erano impiegati nel trasporto, al traino di carri a 4 ruote.

Nell’arte rupestre compaiono anche intriganti e sofisticate figure labirintiformi che simboleggiano percorsi equestri e riti iniziatici di formazione dei cavalieri camuni e in particolare il labirinto del Parco Nazionale di Naquane, a Capo di Ponte, trova il suo equivalente dipinto su un vaso etrusco del V sec.a.C. a mediazione della cultura greca.

scena di caccia al cervo - età del Ferro - I millennio a.C.)

scena di caccia al cervo - età del Ferro - I millennio a.C.)

Doveroso ricordare che le incisioni rupestri e i petroglifi della Valcamonica, per la loro varietà, vastità figurativa e ampiezza cronologica, sono il primo sito italiano ad aver ottenuto nel 1979 dall’Unesco il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità e a festeggiarne il 30° anniversario si è aggiunta lo scorso ottobre un’eccezionale scoperta: 3 cavalieri rossi dipinti sulle pareti delle Scale di Paspardo.

Eleganti figurazioni della Tarda età del Ferro (IV-I sec.a.C.)

Così il libro a cielo aperto delle rocce camune sfida i millenni e a custodire i suoi segreti affianca, ai cavalieri rupestri, i nuovi, antichi, cavalieri del Re di Tredenus.

Da visitare:

– Parco Nazionale di Naquane (Capo di Ponte)

– Parco Nazionale dei Massi di Cemmo (Capo di Ponte)

– Parco Comunale di Seradina e Bedolina

– Riserva Regionale delle incisioni di Ceto, Cimbergo e Paspardo

– Parco delle incisioni di Luine (Boario terme)

a cura di Martina Folco Zambelli