SE NON PUOI CORRERE ALLORA CAMMINA E SE NON PUOI CAMMINARE, STRISCIA…

30-01-2020

Ci sono momenti nella vita di ognuno, giovane o adulto che sia, in cui bisogna fermarsi ed interrogarsi su alcuni punti fondamentali che sembrano rallentare la corsa verso il futuro!
Questo endurance che tanto mi ha appassionato, questa parola che suscita interesse e timore allo stesso tempo, necessita di grande rispetto.
Come la montagna o il mare, la parola endurance evoca grandi imprese ed è necessario pronunciarla con riguardo e tanta umiltà.
L’endurance che ci appassionò era quello in cui dovevi trovare, mentre galoppavi, la strada giusta, dovevi guardare i pericoli a terra e nel frattempo cercare le bandierine, i fiocchetti che ti indicavano la retta via come la cara stella cometa.
Se avevi la fortuna di avere un compagno con te si univano le forze, si attraversavano corsi d’acqua, passaggi difficili, oggi li chiameremmo tecnici!
Senza nulla togliere alle monotone corse di endurance dei deserti, l’auspicio è quello di tornare a vivere l’endurance nella sua vera essenza, pur consapevoli che all’arrivo ci attende una classifica dunque, chi vorrà competere per il podio o per un piazzamento potrà, anzi dovrà
Guardando la foto a corredo di questo articolo, mi è tornata in mente una frase di Dean Karnazes, ultramaratoneta americano noto per aver compiuto imprese sportive estreme nel campo dell’ultratrail, su distanze cioè che generalmente superano i canonici 42,195 Km della maratona e si svolgono in ambienti naturali e difficili, spesso molto impegnativi, in condizioni di auto o semi-sufficienza alimentare.
Considerato, nel 2005 dalla rivista Time’s Magazine una delle 100 persone più influenti al mondo, Dean Karnazes, in uno dei suoi libri scrisse una frase celebre che si sposa perfettamente con l’essenza dell’endurance nonchè di questa foto:
“Se non puoi correre allora cammina e se non puoi camminare, allora striscia.
Fai ciò che devi fare, però vai avanti e non mollare.
Non mollare mai”.

L.G.

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