E’ il turno dell’ENDURANCE ITALIANO

30-01-2016

Senza titolo-1L’Endurance è uno degli sport equestri di maggior diffusione al mondo.

Se si valutano caratteristiche quali il numero di iscritti, brevettati, gare ecc. è secondo solo al Salto Ostacoli, mentre se si considera la sua crescita a livello globale, è senza dubbio al primo posto.

Uno studio della Federazione Equestre Internazionale mostra che nel 1982 sono state organizzate 4 gare di levatura Mondiale e che appena sei anni dopo (nel 1988), sono state 18; guardando ancora più avanti, ed arrivando al 2004, si scopre che il numero delle nazioni partecipanti era passato da 37 a 53 (50% in più), con un aumento del numero di gare FEI pari al 100%.

Aggiungiamo altri dodici anni per arrivare ai giorni nostri e troviamo che il calendario 2015 è stato riempito di ben 900 gare a cui ha preso parte un esercito di più di 6.000 cavalieri ed amazzoni, che hanno portato in gara qualcosa più di 10.000 cavalli.

Questa vera e propria escalation, se da un lato ha consentito al nostro Paese di guadagnare lustro ed attenzioni grazie ad atleti assurti alla notorietà internazionale ed a cavalli che sono il vanto della tradizione equestre Italiana, dall’altro ha portato con sé inevitabilmente anche delle conseguenze meno gradite; una tra tutte, lo spostamento dell’attenzione dei grandi media e dei gruppi di informazione verso le realtà internazionali più strutturate e munifiche, quali ad esempio i Paesi del Golfo.

Anche noi di Sportendurance facciamo parte di questa realtà, spieghiamo meglio.

Quando nell’Ottobre 2012 nacque Sport Endurance EVO, abbiamo provato per circa un anno a proporre la rivista con la doppia lingua, italiano e inglese; purtroppo il risultato è stato che nel mondo abbiamo raccolto centinaia di abbonamenti, mentre in Italia, nonostante il costo fosse irrisorio, (4 € al mese per un anno), il risultato è stato disastroso, ma si sa, “non si è mai profeti in patria“!

Paesi selettivi ed esigenti quali la Francia, il Belgio, la Germania, hanno invece apprezzato la fattura della rivista premiandola con abbonamenti e sponsorships.

Da orgogliosi italiani ci siamo comunque resi conto che sul medio e lungo periodo, proseguire lungo questa china scivolosa non poteva che arrecare danni a ciò che è il vero e proprio vivaio di talenti del nostro sport, cioè proprio quel “luogo” intangibile da dove dovranno provenire i campioni di domani, che possano continuare a mietere allori e successi ed a tenere alta la nostra bandiera in tutto il mondo. Ci riferiamo all’Italia.BANDIERA-ITALIA1

 

Per questo motivo, per mezzo del portale Sportendurance.it nato nel marzo 2003, abbiamo deciso di ridare spinta e vigore all’attività promozionale delle manifestazioni che costellano il territorio Italiano lungo tutto l’arco dell’anno.

Più informazioni hanno i cavalieri circa lo svolgimento di una gara, più precisa sarà la scelta del dove e quando correre.

L’idea è di consentire ai Comitati Organizzatori di fornire, tramite l’area EVENTI+ di Sportendurance.it, quante più informazioni possibili circa la propria manifestazione soffermandosi non solo su dati puramente tecnici, bensì sul territorio, sulla storia, la geografia, le tradizioni, portando in giro il nome dei luoghi interessati dai percorsi di gara.

Solo in questo modo i Comitati Organizzatori riceveranno il giusto premio per l’ingente impegno che bisogna profondere per riuscire a portare a casa un evento eccellente, come sempre più spesso capita di trovare.

 

A noi quindi il compito di spargere la voce quanto più possibile riguardo tutte le vostre iniziative: a voi quello di scegliere di farvi aiutare, e di darci modo di farvi da megafono, veicolando il vostro evento nel migliore e più efficace modo possibile.

Per informazioni sul “Come darsi visibilità” su Sportendurance.it e sui più diffusi social network, scrivere al nuovo indirizzo:

 

sportendurance2@gmail.com

 

Grazie,

Giovanni Graziani