Dalla sella col “pomello” all’endurance

11-01-2010

Arriva il primo successo – L’anno andato in archivio per me è stato un anno agonisticamente importante.
Nel 2009, infatti, sotto le “insistenti pressioni” dei miei amici Yari e Pierluigi mi sono avvicinato al “mondo dell’Endurance” e a Roseto ho partecipato alla mia prima gara di Endurance. Fino ad allora il “pomello” era la mia passione insieme ai cavalli appaloosa.
Per incamminarmi in questa avventura ho dovuto necessariamente aggiornare, modificandolo, il mio parco cavalli.
E’ entrata a far parte della mia scuderia la grigia Shagara Bint Espana che mi sta regalando bellissime soddisfazioni.
Roseto, San Giovanni Teatino e Castel di Sangro sono state le mie esperienze nella 30 Km.
A Vittorito, il 29 novembre scorso, spinto e motivato dalla fattiva collaborazione dei miei amici tanto a casa quanto in gara, ho provato – rimanendone soddisfatto – la CEN/*R di 60 Km.
All’indomani abbiamo commentato positivamente quanto accaduto 24h prima e abbiamo preso la decisione di ripetere l’esperienza della 60 Km anche in Dicembre, nel Trofeo di Natale.
Dopo qualche giorno di riposo concesso alla mia cavalla – sorella di Al Taer – mi sono rimesso in sella con l’obiettivo di migliorare ancor più la già soddisfacente performance collezionata.
Sotto l’attenti consigli di gestione e di allenamento  di Pier e di Yari il 20 dicembre sono salito in sella ottimista e fiducioso sapendo di quanta scrupolosità e passione eravamo stati capaci nei giorni precedenti l’evento.
A classifiche esposte la mia gioia si è liberata in un abbraccio a Pier e a Jari.
Alla media di 14,387 Km/h e con 48 di frequenza cardiaca mi sono aggiudicato il primo premio.
So bene che per molti di Voi, esperti e da anni addentrati in questo “mondo”, quanto da me narrato è semplice routine; per me no, essendo stata la mia prima vittoria in Endurance.
Come dice il detto : “La prima volta non si scorda mai”!
Ringrazio SportEndurance per lo spazio concessomi e buon 2010 a tutti.
Antonio Marino
Contributo redazionale: Filippo CaporossiArriva il primo successo – L’anno andato in archivio per me è stato un anno agonisticamente importante.

Arriva il primo successo – Nel 2009, infatti, sotto le “insistenti pressioni” dei miei amici Yari e Pierluigi mi sono avvicinato al “mondo dell’Endurance” e a Roseto ho partecipato alla mia prima gara di Endurance. Fino ad allora la “sella col pomello” era la mia passione insieme ai cavalli appaloosa.FOTO ANTONIO MARINO

Per incamminarmi in questa avventura ho dovuto necessariamente aggiornare, modificandolo, il mio parco cavalli.

E’ entrata a far parte della mia scuderia la grigia Shagara Bint Espana che mi sta regalando bellissime soddisfazioni.

Roseto, San Giovanni Teatino e Castel di Sangro sono state le mie esperienze nella 30 Km.

A Vittorito, il 29 novembre scorso, spinto e motivato dalla fattiva collaborazione dei miei amici tanto a casa quanto in gara, ho provato – rimanendone soddisfatto – la CEN/*R di 60 Km.

All’indomani abbiamo commentato positivamente quanto accaduto 24h prima e abbiamo preso la decisione di ripetere l’esperienza della 60 Km anche in Dicembre, nel Trofeo di Natale.

Dopo qualche giorno di riposo concesso alla mia cavalla – sorella di Al Taer – mi sono rimesso in sella con l’obiettivo di migliorare ancor più la già soddisfacente performance collezionata.

Sotto l’attenti consigli di gestione e di allenamento  di Pier e di Yari il 20 dicembre sono salito in sella ottimista e fiducioso sapendo di quanta scrupolosità e passione eravamo stati capaci nei giorni precedenti l’evento.

A classifiche esposte la mia gioia si è liberata in un abbraccio a Pier e a Jari.

Alla media di 14,387 Km/h e con 48 di frequenza cardiaca mi sono aggiudicato il primo premio.

So bene che per molti di Voi, esperti e da anni addentrati in questo “mondo”, quanto da me narrato è semplice routine; per me no, essendo stata la mia prima vittoria in Endurance.

Come dice il detto : “La prima volta non si scorda mai”!

Ringrazio SportEndurance per lo spazio concessomi e buon 2010 a tutti.

Antonio Marino

Contributo redazionale: Filippo Caporossi