WEG Tryon: uno dei giorni più grigi per l’endurance

13-09-2018

Sono 15 anni che Sport Endurance, tra web e carta lavora con e per l’endurance.

Ne abbiamo viste di tutti i colori in questi anni ma mai avremmo creduto di assistere al tragicomico spettacolo dei WEG di Tryon che ha visto l’endurance deriso e smontato a pezzettini dai social, nonché dalle altre nobili discipline equestri.

Presente in North Carolina il direttore di Sport Endurance EVO Luca Giannangeli che dalle 6 del mattino ha vissuto in prima persona quanto accaduto, minuto per minuto.

Il racconto in prima persona del Direttore:

In questo articolo, assolutamente non è mia intenzione di elevarmi a giudice, mi limiterò semplicemente a riportare quanto visto, sentito, filmato e fotografato. Dopo alcune minacce di denunce e intimidazioni ricevute recentemente, non potendomi permettere di perdere tempo con inutili udienze, fotografo quanto accaduto riportando il mio “vero”.

Ognuno interpreterà a suo modo lo scritto che segue e si assumerà le proprie responsabilità sui commenti che lascerà.

ore 6.15 – Nella totale oscurità molti cavalli, 30 forse 50, hanno iniziato a seguire due quad che facevano da apripista. (il video è stato già pubblicato e visto da oltre 4000 persone mentre scrivo).

Ho camminato per più di 15 minuti a passo svelto insieme a centinaia di persone mescolate ai cavalli facendo attenzione che gli stessi non ci calpestassero e che noi stessi non finissimo a terra per le tante buche nascoste. Era con me il preparatore atletico della nazionale Yari Perrotti e vi assicuro che per stargli dietro nei lunghi saliscendi è stata dura, nonostante mi ritenga un atleta di buon livello!

Questo per sottolineare che camminavamo veloci, a volte correvamo, alla ricerca di una linea di partenza inesistente. Ad un certo punto del cammino ci siamo ritrovati precisamente al punto di partenza! Avevamo percorso tutti un anello fantasma mentre altri, evidentemente più fortunati, erano stati dirottati da un omino in giallo verso la giusta direzione. Risultato? Due gruppi ben distinti sono partiti per il primo giro staccati l’uno dall’altro forse di 20, 25 minuti!

Il bello arriva alla prima assistenza dove scopriamo dell’esistenza di due differenti crew points, due linee distinte, una fantomatica fast-line dedicata a chi non ha tempo di fermarsi per sciocchezze come bere o bagnare il cavallo, l’altra per chi da sempre sapeva che quanto meno sarebbe buona norma offrire al cavallo la chance di accettare o meno! Ah dimenticavo, lo chef d’equipe non aveva diritto ad una macchina o un pass, doveva necessariamente saltare da un macchina all’altra per seguire un po’ tutti i cavalli!

Bene in testa passano il Crown Prince di Dubai HH Sheikh Hamdan bin Mohammed Al Maktoum guidato da Juma Punti, sua moglie Maria ecc. Dopo 10 minuti circa arrivano Alex Luque Moral e Jean Philippe Frances, subito dietro vediamo apparire il caschetto con la bandiera italiana…è uno dei nostri, è Zibibbo della Bosana che, pensando di sbagliare, aveva azzeccato il varco giusto in partenza.

Arriva la prima doccia fredda della giornata in cancello veterinario! Gara sospesa per palesi irregolarità in partenza. Tutto da rifare o da annullare?

Dopo animate discussioni tra giudici, presidenti e scienziati vari, si arriva alla conclusione di ripartire. Dopo 45 minuti dall’arrivo dell’ultimo del primo loop, si ricomincia ma con una 120 km.!

A questo punto scatta il toto mondiale Snai. Si formano subito vari schieramenti tra i 29 team presenti, quelli pro-annullamento e quelli pronti a ripartire.

Si raccolgono firme, la proposta che va per la maggiore è quella di annullare il mondiale e disputarlo di nuovo tra 3-4 mesi in Europa, sostenuto dallo stesso sponsor arabo presente a Tryon.

Anche l’Italia viene interpellata; una decisione doveva essere presa. La nostra chef d’equipe, decisa si rivolge alla Federazione Italiana. Si riuniscono i vertici presenti e, per onore dello sport e dei sacrifici fatti fino ad allora da tutti, cavalieri, staff ecc., si decide di votare per la continuazione della gara.

Anche se ormai compromesso il reale risultato della prova perchè qualcuno aveva corso a 20 km/h gran parte del percorso mentre altri erano arrivati al passo dopo 3 ore, si decide che a Mezzogiorno si riparte, tutti insieme!

Trovata finalmente la start line, il secondo loop della 160 km, il primo della nuova 120 km, riparte regolarmente.

Inizia a piovere a metà giro del secondo anello, sinceramente nulla di impressionante paragonato a Florence che tutti i TG americani annunciavano da giorni e che man mano per fortuna stava perdendo potenza rallentando la sua corsa.

Risultato? Cooling area allagata a causa della terra riportata il giorno precedente la gara ed evidentemente, non drenante. Il cancello veterinario e le aree adiacenti si animano sempre di più. La regola che vietava di fotografare e riprendere le fasi dei trotti ecc. viene infranta e partono video e foto sui social che diventano, come va di moda oggi, virali sul Web.

Urla, strilli da mercato, minacce, parolacce, verso il Presidente di Giuria, verso la FEI, verso il comitato organizzatore, insomma una rivolta generale sostenuta con maggior veemenza dal gruppo degli UAE.

Si vuole fermare la gara che è al terzo loop e che vede in testa il plotone della Spagna che ha perso l’alfiere Sh. Hamdan già dal primo giro.

Siccome aveva piovuto poco, arriva la seconda doccia gelata della giornata: tutti d’accordo in men che non si dica, come se dall’alto fosse calato un dictat troppo importante da sottovalutare. La manifestazione è cancellata  e il comunicato ufficiale che ho ricevuto personalmente dal C.O., racconta che la causa è da ricercare nella pericolosa combinazione tra caldo e umidità nonchè dalle piogge (che comunque erano terminate aggiungo). Per il welfare del cavallo si procede alla cancellazione.

Nell’ilarità generale inizia la corrida, francesi che galoppano dentro il cancello veterinario, spagnoli che arrivano in gran carriera a simulare la vittoria, urla e tifo da stadio, giudici che piangono consolati dai passanti, ecc.

Isomma, sporco, stanco e deluso, vado verso la mia macchina, prendo l’autostrada direzione albergo e non vedo l’ora che tutto finisca dopo la terza doccia, questa volta quella vera, con il sapone!

La tragicomica storia alla quale ho assistito avrà su di me e sul mio lavoro un effetto assai importante. Chiudere per sempre lasciando l’informazione in pasto ai social, strappando quella carta alla quale ho tanto creduto e che in molti hanno sotenuto, o ripartire con entusiasmo e voglia di cambiamento.

Gli eventi negativi spesso sono mali necessari, possono essere stimolanti in un senso o nell’altro.

Dopo il mio personale racconto volutamente mancante di giudizi personali che tali rimarranno, ognuno tragga le sue conclusioni e ne faccia tesoro per il futuro.

Permettetemi solo una domanda alla quale mi rispondo da solo: “Di chi è la colpa?”

“Del sistema drogato perverso, degli interessi, del denaro e del potere… “

 

 

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